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Autore: Stefania Catucci

Comix Games 2026: il mashup letterario di Leonardo porta la II A al Salone del Libro di Torino

Tutto è iniziato con una chiamata che ha cambiato le sorti della nostra classe, la II A dell’I.C. “Calò-Deledda-Bosco” di Ginosa, e con il sorriso radioso della professoressa Catucci che annunciava una notizia incredibile: la nostra classe era finalista nazionale del Comix Games 2026. Grazie al talento del nostro compagno Leonardo Galante, che ha vinto il primo posto nazionale del mashup letterario, siamo stati selezionati come finalisti del Comix Games 2026 presso il Salone Internazionale del Libro di Torino. Il concorso, bandito dalla casa editrice Panini e da Repubblica@scuola, chiedeva di rielaborare il testo di una canzone inserendo citazioni letterarie e poetiche. Leonardo ha scelto il brano Diamanti e oro (di Gigi D’Alessio, Jovanotti e Khaled), trasformandolo in “Valgo così come sono”. È nato, così, un inno profondo sull’amicizia e sull’unicità, un testo bellissimo, con parole profonde, diventato da subito il nostro personale inno sull’amicizia, di cui citiamo il ritornello:

«Il vero amico non ti lascia mai,

sei triste e solo ma ce la farai.

La solitudine fa male sai,

ci sono umani con cuori d’acciaio.

Un vero amico sa come si fa,

senza di lui non so cosa accadrà.

Aspetta aiutami, stai qui con me,

un amico senza ma né se.»

Mentre la professoressa Catucci ci faceva esercitare sul tautogramma e con la professoressa Di Tinco organizzava il soggiorno torinese, la classe si preparava per la “live di classe” sotto la guida della professoressa Castria che ha adattato il testo alle voci e alle potenzialità dei ragazzi. Sono stati persino creati dei braccialetti con campanellini per creare movimento sul palco.

Domenica 17 maggio, dopo settimane di prove, siamo partiti dall’aeroporto di Brindisi. Tra l’ansia del primo decollo per molti e l’emozione vibrante di tutti, il volo è trascorso serenamente verso una città che si sarebbe rivelata incantevole.

Torino ci ha accolti con la sua eleganza inestimabile, facendoci dimenticare subito la stanchezza e colpendoci per la sua bellezza antica e moderna. Il nostro è stato un vero, e piacevole, “tour de force”, un susseguirsi di tappe indimenticabili alla scoperta di luoghi magici. Il Museo Egizio dove ci siamo immersi tra preziosi reperti millenari grazie alla guida di un’egittologa che ci ha svelato ogni segreto; l’elegante centro storico dove abbiamo ammirato la Mole Antonelliana, Palazzo Madama e le piazze porticate; la rilassante passeggiata lungo l’argine del Po con paesaggi simili a dipinti; l’elegante via Roma e Palazzo Reale visitato l’ultimo giorno con la Cappella della Sacra Sindone e i giardini reali.

Il momento più atteso è stato l’ingresso al Salone Internazionale del Libro. Indossando le magliette gialle donate dalla casa editrice Panini, siamo entrati nella Sala Azzurra per la sfida finale. Oltre all’esibizione canora, la sfida prevedeva la stesura di un tautogramma in soli dieci minuti sul tema “Il mondo salvato dai ragazzini”. Durante la gara abbiamo stretto amicizia con i ragazzi di un liceo classico pugliese che ci hanno sostenuto con un tifo caloroso. È stata un’esplosione di creatività e genialità vissuta con il sorriso.

Il viaggio non è stato solo visite e concorsi, ma un momento di unione profonda, come una vera famiglia. Dai momenti passati insieme in hotel, allo shopping nello store della Juventus o tra i negozi di via Roma; ogni istante ha arricchito il bagaglio personale di ciascuno.

Siamo tornati a casa stanchi, ma con le valigie piene di ricordi e il cuore gonfio di gioia per quella che la professoressa Catucci ha giustamente definito la “gita delle meraviglie”.

Un ringraziamento speciale è dedicato a Leonardo, colui che ha permesso che ogni cosa accadesse. Grazie alle professoresse Stefania Catucci, Monica Di Tinco e ai genitori del vincitore per averci accompagnato e sostenuto durante il viaggio; ringraziamo la professoressa Maria Rosaria Castria per la competenza con cui ci ha preparati alla live di classe. E naturalmente la nostra riconoscenza va alla Dirigente Scolastica, professoressa Marianna Galli, per aver condiviso il nostro entusiasmo e aver reso possibile un’esperienza così significativa per la nostra crescita personale e formativa.

Agostino Carlotta – Cazzetta Mia – Cisonna Fabiola – Pavone Maria Sofia

Classe II A  Plesso Calò

I.C. “Calò-Deledda-Bosco, Ginosa (TA)

Libriamoci 2026: un viaggio tra parole, emozioni e scoperte

Scuola primaria, plesso Morandi, classe 5^A

In occasione delle Giornate della lettura “Libriamoci 2026”, la classe 5^ A del plesso “Morandi” il 18 febbraio, accompagnata dalle loro insegnanti, ha vissuto un’esperienza speciale presso la Bibliofficina di Ginosa. Ad accogliere i bambini è stata la maestra Tina Traetta, insegnante ora in pensione ma ancora profondamente legata ai suoi alunni e al mondo della scuola. È stata proprio lei a leggere ad alta voce l’albo illustrato “Il viaggio di Grande Panda e Piccolo Drago”, una storia che invita a riflettere sul senso del cammino, sui cambiamenti e sulle sfide che si incontrano crescendo.

Durante l’ascolto e il successivo dialogo, sono emerse riflessioni profonde e autentiche: i bambini hanno parlato delle difficoltà, delle paure e delle ansie che ognuno può provare di fronte alle novità, ma anche dell’importanza di avere accanto qualcuno capace di sostenerti. Hanno riconosciuto come spesso chi ci aiuta non lo fa perché “è più bravo”, ma perché ha già compiuto un tratto di strada, commettendo errori e imparando da essi.

Dopo la lettura, guidati dalle bibliotecarie della Bibliofficina, Nunzia Matarrese e Anna Ranaldo, gli alunni hanno partecipato a un laboratorio creativo: ciascuno ha ricevuto una piccola “valigetta del viaggio”, all’interno della quale ha riposto un biglietto con i propri pensieri e riflessioni. Un modo simbolico per custodire le emozioni di un percorso che, come ogni viaggio, parla di crescita, coraggio e condivisione.

Ins. Clorinda Serra

https://drive.google.com/file/d/1e6tcTbYaNaCP4xv-p7lGT_-eEyldzM2j/view?usp=sharing

SULLE TRACCE DEL RACCONTO: AZIONE! QUANDO I LIBRI PRENDONO VITA…

Scuola Primaria – Classi seconde – Plessi Morandi e Calò – I.C. “Calò-Deledda-Bosco”

Leggere un libro è come aprire una porta su un altro mondo. Ma cosa succede se, una volta aperta quella porta, decidiamo di entrarci fisicamente? È quello che hanno fatto gli alunni delle classi seconde Morandi-Calò durante le giornate di lettura Libriamoci, un percorso che ha permesso loro di trasformare le parole in volti, i pensieri in dialoghi e se stessi in protagonisti. Dopo aver letto i libri “I sogni di Yume” di S.Marconi-A.Curti e “Una libreria molto speciale” di K.Clapham-K.Beautyman, il primo vincitore ed il secondo finalista del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2026, utilizzando gli strumenti dell’Intelligenza Artificiale, hanno lavorato sulle proprie foto e si son trasformati nei vari personaggi. È stato un bel modo di “abitare” le storie!

Ins. Maria Busto

Libriamoci: la magia della lettura inizia qui!

Scuola dell’infanzia “S.G.Bosco” Ginosa (TA)

L’iniziativa Libriamoci è un progetto meraviglioso che promuove la lettura tra i più piccoli. E cosa c’è di meglio de “I tre porcellini” per iniziare questa avventura? Questo classico della letteratura infantile insegna valori importanti come l’amicizia, la responsabilità e la perseveranza. Grazie a storie come questa, i bambini sviluppano l’immaginazione e imparano a crescere con curiosità e apertura verso il mondo.

Le insegnanti

https://drive.google.com/file/d/1g-fVEa6sEUwEQ1CP3m9kURFPWzQfk9FA/view?usp=sharing

“Libriamoci. Ogni libro è una creatura viva” a.s.2025/2026

XII edizione dell’iniziativa “Libriamoci – Giornate di lettura nelle scuole”

Scuola dell’infanzia “S. Giovanni Bosco” Ginosa (TA)

18 – 21 febbraio 2026

Al via la dodicesima edizione dell’iniziativa “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole” promossa per il corrente anno scolastico dal Ministero della cultura, attraverso il Centro per il libro e la lettura, e condivisa dal Ministero dell’istruzione e del merito.

Le classi 2^A del plesso Calò, 2^B del plesso Deledda, 2^A del plesso Morandi, 2^A e 2^B del plesso Radice e 5^A del plesso Morandi aderiscono ai tre filoni tematici – Cantare la bellezzaCreature in camminoCreature nel nostro tempo. Come il Cantico delle creature di Francesco d’Assisi, che riconosce in ogni elemento del creato un fratello e una sorella, anche i libri sono creature vive: ci accompagnano in ogni fase della nostra vita, insegnandoci a riconoscere e valorizzare con gratitudine ciò che abbiamo, a vivere in armonia con gli altri e con la terra che ci ospita. Come gli animali e le piante, anche i libri respirano e parlano: ciascuno porta un messaggio, un insegnamento, un canto che attende di essere accolto. Questi sono i principi a cui si ispireranno le iniziative delle classi interessate. 

“Vietato agli elefanti” e il valore della memoria

Giornata della Memoria Scuola Infanzia San Giovanni Bosco

Nella scuola dell’infanzia, durante la Giornata della Memoria, la lettura del libro Vietato agli elefanti aiuta i bambini a riflettere sul tema dell’esclusione e dell’amicizia. Attraverso una storia semplice e delicata, i piccoli imparano che nessuno dovrebbe essere lasciato fuori solo perché diverso. Il racconto invita a ricordare quanto sia importante accogliere, condividere e costruire insieme un mondo più gentile, dove c’è posto per tutti.

Le insegnanti

https://drive.google.com/file/d/1f6gY4n6oknrYHOEZL4viiF4E9E5Z73X-/view?usp=sharing

SEMI DI PENSIERO: QUANDO L’ALBO ILLUSTRATO DIVENTA COMUNITA’ DI RICERCA

Scuola Primaria Classi 2^A plesso Calò – 2^A plesso Morandi 

In occasione della Giornata della Memoria, le classi seconde di scuola primaria dei plessi Calò e Morandi hanno intrapreso un viaggio particolare.

Lo hanno fatto attraverso le pagine colorate di due albi illustrati che, pur parlando di animali e giocattoli, raccontano molto di noi umani: Vietato agli elefanti di Lisa Mantchev e Otto. Autobiografia di un orsacchiotto di Tomi Ungerer. Tramite la metodologia della Philosophy for children, gli albi non sono stati usati per dare risposte, ma per generare domande. I bambini non si sono limitati a leggere, ma hanno “pensato insieme”, ed hanno esplorato concetti complessi come l’esclusione, l’amicizia e la memoria storica. Il primo passo del nostro viaggio è stato dedicato all’accoglienza. La storia del bambino e del suo elefantino a cui è vietato l’ingresso nel club ha scatenato un dibattito profondo:

– perchè a volte vogliamo lasciare fuori qualcuno?                                                          

– chi sono gli “elefanti” di oggia cui vietiamo l’ingresso?                                                                 

I bambini hanno compreso che l’amicizia vera non teme la diversità e che, se un club non accetta tutti, è meglio costruirne uno nuovo dove “Tutti sono i benvenuti”. 

Il passo successivo è stato dedicato alla memoria. Nonostante le macchie d’inchiostro e le ferite della guerra, l’orsetto riesce a ricongiungersi con i suoi amici dopo molti anni. La discussione si è incentrata su nuove domande: – un oggetto può conservare l’anima di chi lo ha amato? – come possiamo essere custodi della memoria, proprio come l’orsetto Otto? Gli alunni hanno analizzato come il legame tra Otto, David e Oscar sia rimasto intatto nonostante il conflitto, definendo l’amicizia come un filo invisibile che il tempo non può spezzare.

Inss. Maria Busto e Anna Dichio

“Ogni volta che scegliamo un libro, decidiamo a chi dare voce”. 

La classe 1^F della Scuola Secondaria incontra Marilena Umuhoza Delli

Il 19 gennaio la classe 1^F della Scuola Secondaria ha vissuto un momento di grande valore formativo e umano incontrando Marilena Umuhoza Delli, scrittrice e attivista italo-ruandese. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Io, tu, noi: viaggio tra diritti, culture e inclusione”, promosso dai docenti Isabella Lattarulo, Carmelo Ribecco, Pietro Guzzi, Giusy Bernini e Giusy Bruno, che vede gli studenti impegnati, tra le diverse attività proposte, nella preparazione di uno spettacolo teatrale ispirato al libro Rosa Parks che restò seduta, scritto proprio dalla Delli.

Ad aprire l’incontro è stata la prof.ssa Lattarulo, che ha presentato l’autrice e il percorso che ha portato la classe a confrontarsi con i suoi testi.

Marilena Umuhoza Delli è una figura artisticamente poliedrica: scrittrice, documentarista, fotografa, regista, speaker radiofonica e attivista. Nata da padre italiano e madre ruandese, la sua biografia è segnata dall’esperienza di crescere “tra due Italie”: quella bianca e privilegiata del padre e quella nera e discriminata della madre. Proprio il contesto scolastico è stato uno dei primi luoghi in cui l’autrice ha preso coscienza del proprio colore della pelle e delle dinamiche di esclusione, vissute anche attraverso microaggressioni quotidiane e la mancanza di rappresentazione. L’incontro ha rappresentato un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo della scuola come luogo cruciale nella costruzione dell’identità e nella trasmissione dei valori, ma anche come spazio che, se non consapevole, può riprodurre disuguaglianze e stereotipi.

È intervenuto il prof. Ribecco, che ha condiviso con soddisfazione il percorso culturale verso l’inclusione realizzato nella scuola, in piena sintonia con le proposte e le indicazioni suggerite dall’autrice, la quale si è complimentata e si è detta onorata di conoscere esempi così significativi.

Il dialogo con l’autrice si è sviluppato attorno a temi di grande attualità: inclusione, memoria storica, educazione decoloniale, antirazzista e intersezionale.

Durante il confronto, la Delli ha sottolineato come la scuola italiana si percepisca spesso come “neutra”, mentre in realtà continua a riprodurre una visione eurocentrica e monoculturale. Nei libri di testo e nelle narrazioni scolastiche risultano ancora poco presenti figure afrodiscendenti e il colonialismo viene frequentemente raccontato in modo inesatto, superficiale o edulcorato. Questo contribuisce a rendere invisibili molte identità e a far sentire “altro” chi, pur essendo italiano a tutti gli effetti, non rientra nel modello dominante.

Le esperienze di discriminazione, i controlli mirati e gli sguardi sospettosi diventano, nel libro, un ponte ideale con la storia di Rosa Parks, a cui l’opera è dedicata, insieme a tutte le persone che desiderano “salire su un pullman e sentirsi libere”.

Gli studenti hanno avuto infine l’opportunità di intervistare direttamente Marilena Umuhoza Delli, ponendo domande sulle sfide nel raccontare la figura di Rosa Parks a un pubblico giovane e sull’attualità del suo esempio. Ne è emersa una riflessione condivisa: “restare seduti” significa saper dire no alle ingiustizie, scegliere consapevolmente da che parte stare e difendere chi è in difficoltà.

All’incontro era presente anche la rappresentante dei genitori della classe, la sig.ra Nelli, che ha espresso il proprio ringraziamento per la preziosa opportunità offerta agli studenti. Ha sottolineato come l’incontro sia stato particolarmente costruttivo, evidenziando non solo il valore educativo dell’esperienza, ma anche la figura dell’autrice, descritta come una persona solare, gentile e capace di instaurare un dialogo autentico con i ragazzi.

L’incontro si è concluso con un messaggio forte e chiaro: i grandi cambiamenti nascono anche da piccoli gesti quotidiani. In classe, a scuola, sul pullman e nella vita di tutti i giorni, ognuno può fare la differenza.

Prof.ssa Isabella Lattarulo

UN CUORE CHE PARLA OLTRE IL DOLORE

Incontro con Gino Cecchettin – I.C. “Calò – Deledda – Bosco” Ginosa (TA)

Ginosa, 11 Dicembre 2025


C’è un momento in cui le parole non sono solo parole, ma quando vengono da un’esperienza profonda, le parole acquistano un significato molto più grande perchè portano con sè emozioni, esperienze, vissuti e speranze. E’ esattamente ciò che è accaduto l’ 11 Dicembre, durante un toccante collegamento online a scuola con il signor Gino Cecchettin, padre di Giulia, una giovane studentessa universitaria uccisa nel novembre 2023 dal suo ex fidanzato. Abbiamo avuto l’opportunità di porre domande e condividere esperienze, pensieri e riflessioni.
Ascoltando il padre di Giulia, abbiamo percepito la sua immensa forza nel condividere con noi un pezzo così prezioso del suo cuore. E’ la testimonianza che, nonostante tutto, è possibile non lasciarsi annientare dal dolore e che anche nei momenti difficili si può trovare una via d’uscita o un nuovo inizio soprattutto come modo per onorare la memoria di chi non c’è più. Sono rimasto profondamente colpito dalla sua incredibile calma nel parlare, senza lasciarsi travolgere da emozioni negative quali la rabbia o il senso di vendetta. I nostri sguardi erano fissi su di lui, rapiti da ogni sua parola. La sua voce, pur portando il peso della sofferenza, si è trasformata in una luce che ha illuminato il cammino di noi giovani, offrendo spunti preziosi, spingendoci a riflettere e a capire l’importanza dei valori come l’amore, il rispetto e la solidarietà.
Il libro “Cara Giulia”, un omaggio commovente a sua figlia, è diventato il punto di partenza per affrontare temi di cruciale importanza: la violenza contro le donne, le persistenti ingiustizie tra uomini e donne e una società che ancora fatica a riconoscere e valorizzare appieno ogni individuo. Avendo letto in classe il suo libro, io e i miei compagni abbiamo voluto dedicare un momento speciale a Giulia leggendo delle nostre riflessioni, un modo semplice ma sentito per ricordarla e per farle sentire il nostro affetto. Eravamo un po’ emozionati, perché sapevamo che il suo papà era lì ad ascoltarci. Sentirlo partecipe di questo nostro piccolo gesto, vederlo commosso e felice mentre parlavamo di sua figlia, ha reso tutto ancora più profondo. Anche se Giulia non è più con noi, il suo ricordo vive nei nostri cuori e insieme, uniti, possiamo rendere omaggio alla splendida persona che era. In quelle parole lette insieme, in quello sguardo condiviso, c’era tutta la forza di un amore che trova modi nuovi per brillare. Questo momento con il papà di Giulia ci ha fatto capire ancora di più quanto il suo ricordo sia vivo e quanto sia importante per noi portare avanti i valori che lei rappresentava. Pensiamo alla sua gioia contagiosa quando raccontava le sue passioni, alla sua incredibile gentilezza anche nei momenti difficili, e alla sua profonda forza interiore che ci ha sempre stupito. Ci impegniamo a portare avanti questi suoi insegnamenti, trasformando il nostro affetto in azioni concrete, per far sì che la sua luce continui a brillare attraverso di noi.”
Tra le tante frasi significative pronunciate dal papà di Giulia quella che mi è rimasta più nel cuore è quando ha parlato dell’amore. L’amore è una cosa bellissima che si nutre di rispetto, di ascolto, fiducia e libertà di essere sè stessi. Non deve essere mai tossico. E’ un argomento che abbiamo affrontato anche in classe con la nostra professoressa di italiano. Spesso chi agisce in modo tossico vede l’altra persona come un oggetto da possedere, non come un individuo con la propria libertà. Una gelosia che va oltre il normale e diventa un modo per controllare l’altro. Utilizza sensi di colpa, minacce o ricatti per ottenere ciò che si vuole. Il papà di Giulia attraverso la condivisione della sua esperienza, mira ad aiutare altre
famiglie e altri giovani a riconoscere segnali d’allarme e che il nome di sua figlia Giulia diventi un simbolo di speranza e di lotta per un futuro in cui nessuna donna debba più subire violenze.
E’ stata un’esperienza bellissima che ha lasciato in tutti noi un segno indelebile, un esempio toccante di come l’amore incondizionato di un genitore possa trasformare una perdita personale in un insegnamento universale per tutti noi.
Grazie, signor Cecchettin, per averci donato questa lezione di vita e di coraggio.


Giuseppe D’Alconzo 3^C

“Il dono dell’ unicità”

Sez. B – scuola dell’ infanzia G. Paolo II

I bambini e le maestre della sezione B della scuola dell’infanzia G. Paolo II presentano “Il dono dell’unicità”. 

Dalla lettura per immagini dei libri: “Donare è il regalo più bello”, “La casa di Babbo Natale” e “Le avventure del Grinch”, all’attività laboratoriale per la creazione e costruzione di un dono simbolico, il cubo sensoriale, come addobbo per il proprio albero di Natale. Un lavoro unico, originale e fantasioso.

“La nostra unicità è il dono più prezioso che abbiamo” C. Warwich

Le maestre

Anna Giancipoli 

Chiara Calabrese

Maria Puntillo

https://drive.google.com/file/d/1I84bk4gbfHNoM2HqrET16POghvFHW1ZC/view