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Per Filosofare insieme – Classe 3A Sc. Sec. I gr

Il Tempo, la Velocità e la Riflessione Testo/Pretesto tratto da “The Game” di A. Baricco

I.C. “Calò – Deledda – Bosco” di Ginosa

Nel pomeriggio di giovedì 20 novembre, nella classe 3A della Sc. Sec. I gr plesso Calò, è successo qualcosa di diverso dal solito: alunni, genitori e insegnanti si sono ritrovati insieme per un’ora di P4C, la Philosophy for Children. Un’ora soltanto, sì, ma che è sembrata dilatarsi, riempirsi, diventare un piccolo spazio fuori dal tempo quotidiano.

Si è partiti da un testo che parlava della velocità del nostro mondo, delle risposte immediate, dell’abitudine a “cliccare” senza pausa. Un testo che invitava a chiederci se, in fondo, siamo ancora capaci di fermarci davvero e concederci il lusso di pensare. Già queste poche righe hanno acceso la curiosità della classe e dei genitori presenti, perché toccavano un tema che tutti, volenti o no, viviamo ogni giorno.

Da lì è iniziato un dialogo che è scivolato naturale, senza forzature. I ragazzi hanno parlato del tempo prezioso che si teme di perdere, del tempo dell’attesa, di quello troppo lungo che annoia e di quello troppo breve che mette ansia. I genitori, ascoltando e intervenendo, hanno raccontato dei “loro tempi”, più lenti, forse più vuoti, ma anche più semplici da abitare. È emerso che ogni generazione vive il tempo a suo modo e che in fondo tutti siamo “figli del nostro tempo”, costretti a imparare a starci dentro, con i suoi ritmi e le sue sfide.

Alcuni studenti hanno fatto notare che la velocità non è sempre un nemico della riflessione: a volte è solo una caratteristica del mondo attuale e può persino diventare un’opportunità, purché non ci si lasci sopraffare dall’ansia. Altri hanno difeso la lentezza come condizione necessaria per capire davvero. Intanto i genitori annuivano, rilanciavano, si confrontavano: non c’era una contrapposizione, ma un dialogo autentico.

Come da “rito” della P4C, ognuno ha provato a proporre una domanda: chi ne ha formulate di personali, chi di più filosofiche, chi ha ripreso passaggi del testo, chi ha fatto riferimento alla propria esperienza quotidiana. Tutti hanno poi ascoltato quelle degli altri, cercando collegamenti, differenze, fili rossi. Da quel mosaico di interrogativi è emerso naturalmente il punto da cui far partire la discussione vera e propria.

Così si è arrivati alla parte più viva: il piano di discussione, in cui chi voleva prendere la parola lo faceva nel proprio turno, con ordine, con attenzione, con il desiderio sincero di capire e non solo di rispondere. Ed è stato bello vedere ragazzi e adulti parlare con la stessa serietà, la stessa curiosità, quasi la stessa “livella” che solo il pensare insieme riesce a creare.

Alla fine di quell’ora, che qualcuno avrebbe potuto giudicare “improduttiva”, si aveva invece la sensazione opposta: che proprio quel tempo così libero dai compiti, dai telefoni, dalle urgenze, fosse stato tempo guadagnato. Un tempo in cui ci si è ascoltati davvero, in cui si è scoperto qualcosa sugli altri e anche un po’ su sé stessi.

Un’ora “inutile” forse, se misurata con i criteri frettolosi del nostro presente. Ma proprio per questo preziosa. Forse decisiva. Un’ora in cui genitori e figli, alunni e insegnanti hanno scoperto che pensare insieme fa bene.

E non è mai tempo sprecato.

Prof.ssa Gemma Vernoia