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“Ogni volta che scegliamo un libro, decidiamo a chi dare voce”. 

La classe 1^F della Scuola Secondaria incontra Marilena Umuhoza Delli

Il 19 gennaio la classe 1^F della Scuola Secondaria ha vissuto un momento di grande valore formativo e umano incontrando Marilena Umuhoza Delli, scrittrice e attivista italo-ruandese. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Io, tu, noi: viaggio tra diritti, culture e inclusione”, promosso dai docenti Isabella Lattarulo, Carmelo Ribecco, Pietro Guzzi, Giusy Bernini e Giusy Bruno, che vede gli studenti impegnati, tra le diverse attività proposte, nella preparazione di uno spettacolo teatrale ispirato al libro Rosa Parks che restò seduta, scritto proprio dalla Delli.

Ad aprire l’incontro è stata la prof.ssa Lattarulo, che ha presentato l’autrice e il percorso che ha portato la classe a confrontarsi con i suoi testi.

Marilena Umuhoza Delli è una figura artisticamente poliedrica: scrittrice, documentarista, fotografa, regista, speaker radiofonica e attivista. Nata da padre italiano e madre ruandese, la sua biografia è segnata dall’esperienza di crescere “tra due Italie”: quella bianca e privilegiata del padre e quella nera e discriminata della madre. Proprio il contesto scolastico è stato uno dei primi luoghi in cui l’autrice ha preso coscienza del proprio colore della pelle e delle dinamiche di esclusione, vissute anche attraverso microaggressioni quotidiane e la mancanza di rappresentazione. L’incontro ha rappresentato un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo della scuola come luogo cruciale nella costruzione dell’identità e nella trasmissione dei valori, ma anche come spazio che, se non consapevole, può riprodurre disuguaglianze e stereotipi.

È intervenuto il prof. Ribecco, che ha condiviso con soddisfazione il percorso culturale verso l’inclusione realizzato nella scuola, in piena sintonia con le proposte e le indicazioni suggerite dall’autrice, la quale si è complimentata e si è detta onorata di conoscere esempi così significativi.

Il dialogo con l’autrice si è sviluppato attorno a temi di grande attualità: inclusione, memoria storica, educazione decoloniale, antirazzista e intersezionale.

Durante il confronto, la Delli ha sottolineato come la scuola italiana si percepisca spesso come “neutra”, mentre in realtà continua a riprodurre una visione eurocentrica e monoculturale. Nei libri di testo e nelle narrazioni scolastiche risultano ancora poco presenti figure afrodiscendenti e il colonialismo viene frequentemente raccontato in modo inesatto, superficiale o edulcorato. Questo contribuisce a rendere invisibili molte identità e a far sentire “altro” chi, pur essendo italiano a tutti gli effetti, non rientra nel modello dominante.

Le esperienze di discriminazione, i controlli mirati e gli sguardi sospettosi diventano, nel libro, un ponte ideale con la storia di Rosa Parks, a cui l’opera è dedicata, insieme a tutte le persone che desiderano “salire su un pullman e sentirsi libere”.

Gli studenti hanno avuto infine l’opportunità di intervistare direttamente Marilena Umuhoza Delli, ponendo domande sulle sfide nel raccontare la figura di Rosa Parks a un pubblico giovane e sull’attualità del suo esempio. Ne è emersa una riflessione condivisa: “restare seduti” significa saper dire no alle ingiustizie, scegliere consapevolmente da che parte stare e difendere chi è in difficoltà.

All’incontro era presente anche la rappresentante dei genitori della classe, la sig.ra Nelli, che ha espresso il proprio ringraziamento per la preziosa opportunità offerta agli studenti. Ha sottolineato come l’incontro sia stato particolarmente costruttivo, evidenziando non solo il valore educativo dell’esperienza, ma anche la figura dell’autrice, descritta come una persona solare, gentile e capace di instaurare un dialogo autentico con i ragazzi.

L’incontro si è concluso con un messaggio forte e chiaro: i grandi cambiamenti nascono anche da piccoli gesti quotidiani. In classe, a scuola, sul pullman e nella vita di tutti i giorni, ognuno può fare la differenza.

Prof.ssa Isabella Lattarulo

UN CUORE CHE PARLA OLTRE IL DOLORE

Incontro con Gino Cecchettin – I.C. “Calò – Deledda – Bosco” Ginosa (TA)

Ginosa, 11 Dicembre 2025


C’è un momento in cui le parole non sono solo parole, ma quando vengono da un’esperienza profonda, le parole acquistano un significato molto più grande perchè portano con sè emozioni, esperienze, vissuti e speranze. E’ esattamente ciò che è accaduto l’ 11 Dicembre, durante un toccante collegamento online a scuola con il signor Gino Cecchettin, padre di Giulia, una giovane studentessa universitaria uccisa nel novembre 2023 dal suo ex fidanzato. Abbiamo avuto l’opportunità di porre domande e condividere esperienze, pensieri e riflessioni.
Ascoltando il padre di Giulia, abbiamo percepito la sua immensa forza nel condividere con noi un pezzo così prezioso del suo cuore. E’ la testimonianza che, nonostante tutto, è possibile non lasciarsi annientare dal dolore e che anche nei momenti difficili si può trovare una via d’uscita o un nuovo inizio soprattutto come modo per onorare la memoria di chi non c’è più. Sono rimasto profondamente colpito dalla sua incredibile calma nel parlare, senza lasciarsi travolgere da emozioni negative quali la rabbia o il senso di vendetta. I nostri sguardi erano fissi su di lui, rapiti da ogni sua parola. La sua voce, pur portando il peso della sofferenza, si è trasformata in una luce che ha illuminato il cammino di noi giovani, offrendo spunti preziosi, spingendoci a riflettere e a capire l’importanza dei valori come l’amore, il rispetto e la solidarietà.
Il libro “Cara Giulia”, un omaggio commovente a sua figlia, è diventato il punto di partenza per affrontare temi di cruciale importanza: la violenza contro le donne, le persistenti ingiustizie tra uomini e donne e una società che ancora fatica a riconoscere e valorizzare appieno ogni individuo. Avendo letto in classe il suo libro, io e i miei compagni abbiamo voluto dedicare un momento speciale a Giulia leggendo delle nostre riflessioni, un modo semplice ma sentito per ricordarla e per farle sentire il nostro affetto. Eravamo un po’ emozionati, perché sapevamo che il suo papà era lì ad ascoltarci. Sentirlo partecipe di questo nostro piccolo gesto, vederlo commosso e felice mentre parlavamo di sua figlia, ha reso tutto ancora più profondo. Anche se Giulia non è più con noi, il suo ricordo vive nei nostri cuori e insieme, uniti, possiamo rendere omaggio alla splendida persona che era. In quelle parole lette insieme, in quello sguardo condiviso, c’era tutta la forza di un amore che trova modi nuovi per brillare. Questo momento con il papà di Giulia ci ha fatto capire ancora di più quanto il suo ricordo sia vivo e quanto sia importante per noi portare avanti i valori che lei rappresentava. Pensiamo alla sua gioia contagiosa quando raccontava le sue passioni, alla sua incredibile gentilezza anche nei momenti difficili, e alla sua profonda forza interiore che ci ha sempre stupito. Ci impegniamo a portare avanti questi suoi insegnamenti, trasformando il nostro affetto in azioni concrete, per far sì che la sua luce continui a brillare attraverso di noi.”
Tra le tante frasi significative pronunciate dal papà di Giulia quella che mi è rimasta più nel cuore è quando ha parlato dell’amore. L’amore è una cosa bellissima che si nutre di rispetto, di ascolto, fiducia e libertà di essere sè stessi. Non deve essere mai tossico. E’ un argomento che abbiamo affrontato anche in classe con la nostra professoressa di italiano. Spesso chi agisce in modo tossico vede l’altra persona come un oggetto da possedere, non come un individuo con la propria libertà. Una gelosia che va oltre il normale e diventa un modo per controllare l’altro. Utilizza sensi di colpa, minacce o ricatti per ottenere ciò che si vuole. Il papà di Giulia attraverso la condivisione della sua esperienza, mira ad aiutare altre
famiglie e altri giovani a riconoscere segnali d’allarme e che il nome di sua figlia Giulia diventi un simbolo di speranza e di lotta per un futuro in cui nessuna donna debba più subire violenze.
E’ stata un’esperienza bellissima che ha lasciato in tutti noi un segno indelebile, un esempio toccante di come l’amore incondizionato di un genitore possa trasformare una perdita personale in un insegnamento universale per tutti noi.
Grazie, signor Cecchettin, per averci donato questa lezione di vita e di coraggio.


Giuseppe D’Alconzo 3^C

“Il dono dell’ unicità”

Sez. B – scuola dell’ infanzia G. Paolo II

I bambini e le maestre della sezione B della scuola dell’infanzia G. Paolo II presentano “Il dono dell’unicità”. 

Dalla lettura per immagini dei libri: “Donare è il regalo più bello”, “La casa di Babbo Natale” e “Le avventure del Grinch”, all’attività laboratoriale per la creazione e costruzione di un dono simbolico, il cubo sensoriale, come addobbo per il proprio albero di Natale. Un lavoro unico, originale e fantasioso.

“La nostra unicità è il dono più prezioso che abbiamo” C. Warwich

Le maestre

Anna Giancipoli 

Chiara Calabrese

Maria Puntillo

https://drive.google.com/file/d/1I84bk4gbfHNoM2HqrET16POghvFHW1ZC/view

LEGGO ANCH’IO- LA VALIGIA DI LETTORI ALLA PARI

Il progetto LEGGO ANCH’IO – La Valigia di Lettori alla Pari si propone di promuovere in generale la lettura e nello specifico l’accessibilità alla lettura, diversificando le modalità di accesso alle storie e offrendo opportunità di lettura a tutti.
L’iniziativa proseguirà, oltre dicembre, nel mese di gennaio del nuovo anno, con una serie di incontri rivolti ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di I grado.
Le attività saranno svolte da esperti ed esperte di libri accessibili, che introdurranno alle diverse tipologie di libri e proporranno, a seconda della fascia d’età, letture partecipate di alcuni volumi presenti nella Valigia.

La lettura non è solo passatempo, è una porta d’accesso alla conoscenza e all’immaginazione. Noi crediamo che ogni persona meriti di varcare questa porta.

Laboratorio natalizio in biblioteca per i bambini della Scuola dell’Infanzia

Il laboratorio natalizio in biblioteca è un’esperienza ricca di significato per i bambini della scuola dell’infanzia. La lettura di storie natalizie li introduce a un mondo di emozioni, valori e fantasia, favorendo ascolto, linguaggio e curiosità verso i libri.
L’attività creativa che segue permette ai bambini di esprimere ciò che hanno ascoltato attraverso colori e materiali, sviluppando manualità e immaginazione. Il lavoro in gruppo rafforza collaborazione e senso di appartenenza.
Così, la biblioteca diventa un luogo magico dove tradizione, creatività e apprendimento si intrecciano, offrendo ai più piccoli un momento speciale per vivere e condividere la magia del Natale.

Le maestre della scuola dell’infanzia


https://drive.google.com/file/d/1tONDRIBBDYlKhT1ZgwgVjUKFjpdSVDRO/view

Un fiore rosso per dire Basta

Scuola dell’infanzia “Morandi” – I.C. “Calò – Deledda – Bosco” Ginosa

Oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne.
Qui, tra colori, simboli e silenzi pieni di emozioni, la scuola dell’infanzia Morandi ricorda che il rispetto è un seme da piantare ogni giorno.
Ogni donna merita luce, voce, libertà.
Ogni bambino merita di crescere in un mondo dove l’amore non ferisce e le mani sanno solo proteggere.
Che questo angolo sia un abbraccio, un messaggio, un impegno: mai più violenza.

Insegnante Anna Galante

Per Filosofare insieme – Classe 3A Sc. Sec. I gr

Il Tempo, la Velocità e la Riflessione Testo/Pretesto tratto da “The Game” di A. Baricco

I.C. “Calò – Deledda – Bosco” di Ginosa

Nel pomeriggio di giovedì 20 novembre, nella classe 3A della Sc. Sec. I gr plesso Calò, è successo qualcosa di diverso dal solito: alunni, genitori e insegnanti si sono ritrovati insieme per un’ora di P4C, la Philosophy for Children. Un’ora soltanto, sì, ma che è sembrata dilatarsi, riempirsi, diventare un piccolo spazio fuori dal tempo quotidiano.

Si è partiti da un testo che parlava della velocità del nostro mondo, delle risposte immediate, dell’abitudine a “cliccare” senza pausa. Un testo che invitava a chiederci se, in fondo, siamo ancora capaci di fermarci davvero e concederci il lusso di pensare. Già queste poche righe hanno acceso la curiosità della classe e dei genitori presenti, perché toccavano un tema che tutti, volenti o no, viviamo ogni giorno.

Da lì è iniziato un dialogo che è scivolato naturale, senza forzature. I ragazzi hanno parlato del tempo prezioso che si teme di perdere, del tempo dell’attesa, di quello troppo lungo che annoia e di quello troppo breve che mette ansia. I genitori, ascoltando e intervenendo, hanno raccontato dei “loro tempi”, più lenti, forse più vuoti, ma anche più semplici da abitare. È emerso che ogni generazione vive il tempo a suo modo e che in fondo tutti siamo “figli del nostro tempo”, costretti a imparare a starci dentro, con i suoi ritmi e le sue sfide.

Alcuni studenti hanno fatto notare che la velocità non è sempre un nemico della riflessione: a volte è solo una caratteristica del mondo attuale e può persino diventare un’opportunità, purché non ci si lasci sopraffare dall’ansia. Altri hanno difeso la lentezza come condizione necessaria per capire davvero. Intanto i genitori annuivano, rilanciavano, si confrontavano: non c’era una contrapposizione, ma un dialogo autentico.

Come da “rito” della P4C, ognuno ha provato a proporre una domanda: chi ne ha formulate di personali, chi di più filosofiche, chi ha ripreso passaggi del testo, chi ha fatto riferimento alla propria esperienza quotidiana. Tutti hanno poi ascoltato quelle degli altri, cercando collegamenti, differenze, fili rossi. Da quel mosaico di interrogativi è emerso naturalmente il punto da cui far partire la discussione vera e propria.

Così si è arrivati alla parte più viva: il piano di discussione, in cui chi voleva prendere la parola lo faceva nel proprio turno, con ordine, con attenzione, con il desiderio sincero di capire e non solo di rispondere. Ed è stato bello vedere ragazzi e adulti parlare con la stessa serietà, la stessa curiosità, quasi la stessa “livella” che solo il pensare insieme riesce a creare.

Alla fine di quell’ora, che qualcuno avrebbe potuto giudicare “improduttiva”, si aveva invece la sensazione opposta: che proprio quel tempo così libero dai compiti, dai telefoni, dalle urgenze, fosse stato tempo guadagnato. Un tempo in cui ci si è ascoltati davvero, in cui si è scoperto qualcosa sugli altri e anche un po’ su sé stessi.

Un’ora “inutile” forse, se misurata con i criteri frettolosi del nostro presente. Ma proprio per questo preziosa. Forse decisiva. Un’ora in cui genitori e figli, alunni e insegnanti hanno scoperto che pensare insieme fa bene.

E non è mai tempo sprecato.

Prof.ssa Gemma Vernoia

Per Filosofare insieme

Lezione di Philosophy for children aperta alle famiglie: Che cos’è un bambino? 

classe 1^A Secondaria I grado I.C. “Calò – Deledda – Bosco ” di Ginosa

In occasione della settimana della Filosofia, il giorno 19 novembre la classe 1^A della Scuola Secondaria dell’I.C. “G. Calò – G. Deledda – S.G. Bosco” ha vissuto un’esperienza entusiasmante: una lezione di Philosophy for children aperta ai genitori. Gli alunni, seduti in cerchio, dopo aver letto il testo Che cos’è un bambino? dell’autrice Beatrice Alemagna, hanno condiviso domande e pensieri con i loro genitori in modo spontaneo e con spirito critico. Il testo letto è stato un “pretesto”, in quanto ha rappresentato uno stimolo utile a generare domande sul tema bambino. La lettura del testo nella P4C è un momento importante: a partire da quanto letto le domande formulate e condivise danno l’avvio alla discussione e alla riflessione. I genitori hanno reso la lezione più significativa: anche loro si sono lasciati coinvolgere dal dialogo e hanno ascoltato con emozione le riflessioni dei loro figli e questo ha creato un confronto autentico tra generazioni diverse. La presenza degli adulti ha dato sicuramente più valore ai pensieri e ai punti di vista dei ragazzi. Tutti gli alunni hanno poi letto la propria definizione di bambino, tutti concordi nel ritenere che un bambino è un essere umano che va rispettato, amato ed educato; è una persona molto curiosa che non ha paura di fare domande vere; è colui che guarda il mondo con attenzione e meraviglia. In realtà i bambini sono dei veri e propri filosofi perché sentono un bisogno continuo di fare domande per capire bene ciò che li circonda. Hanno un bisogno costante di sapere, vogliono imparare, conoscere: si stupiscono per ogni nuova cosa che scoprono, sono curiosi anche di piccoli aspetti della realtà, a volte scontati, e si chiedono il perché di ogni cosa. Questo loro amore per il sapere è proprio filosofia. E la filosofia è fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi democrazia, perché sviluppa il pensiero critico e promuove il dialogo costruttivo. La Philosophy for children in particolare stimola proprio l’attenzione verso le opinioni altrui ed educa all’ascolto e al confronto con gli altri. 

Si ringraziano vivamente tutte le famiglie che hanno partecipato con interesse ed entusiasmo alla lezione aperta di Philosophy for children, rendendola più ricca di significato. Un sincero ringraziamento va alla nostra Dirigente Scolastica, prof.ssa Marianna Galli, per aver promosso questa bella esperienza educativa, dimostrando ancora una volta attenzione alla crescita non solo didattica ma anche umana e relazionale degli alunni.

                                                                                                     La docente

Prof.ssa Anna Carlucci

“Inquadrature letterarie” – Contest #ioleggoperché 2025

Il Liceo “De Ruggieri” ha partecipato con entusiasmo alla grande mobilitazione nazionale di promozione della lettura, #ioleggoperché, giunta alla sua decima edizione. Oltre ad impegnarsi nel favorire le donazioni di libri per la biblioteca scolastica, gli studenti delle classi 1ª, 2ª e 3ª E del Liceo Classico e della 2ª D del Liceo Scientifico si sono cimentati nel contest “Inquadrature letterarie”, realizzando una speciale “cartolina del cuore”, un piccolo spazio creativo in cui hanno inserito la copertina di un libro amato, una citazione significativa, un consiglio di lettura capace di trasmettere l’emozione, il valore e l’eredità che quel libro ha lasciato in loro.

Queste cartoline sono diventate non solo un prodotto artistico, ma una finestra sul mondo interiore di ogni studente, un invito a esplorare storie, personaggi, idee che hanno acceso curiosità, riflessioni ed emozioni.

La mostra presso la libreria IMAN, in via Colonnello Scarano 27 a Massafra, ha dato la possibilità a tutta la comunità di sfogliare – è proprio il caso di dirlo – queste preziose “inquadrature letterarie”, e di votare, tramite QR code, la propria cartolina preferita.
La partecipazione è stata viva e sentita, segno che la lettura continua ad essere un ponte che unisce, ispira e coinvolge.

L’iniziativa si è conclusa con una premiazione, nell’Aula Magna della nostra scuola, durante la quale la Dirigente Scolastica, la Prof.ssa Elisabetta Scalera, ha premiato la cartolina che ha ricevuto il maggior numero di “libricini” di gradimento e ha valorizzato, nel discorso ai ragazzi, il loro impegno, la loro sensibilità e l’originalità di quanto realizzato. Sono state, inoltre, premiate per ciascuna classe coinvolta le cartoline più suffragate; i premi sono stati naturalmente in libri!

Il bilancio dell’esperienza è assolutamente positivo, in quanto, nella sua semplicità, ha permesso agli studenti di riflettere sul valore della lettura e sull’importanza della condivisione delle proprie esperienze, perché, riprendendo una riflessione pasoliniana: “Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.”