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UN CUORE CHE PARLA OLTRE IL DOLORE

Incontro con Gino Cecchettin – I.C. “Calò – Deledda – Bosco” Ginosa (TA)

Ginosa, 11 Dicembre 2025


C’è un momento in cui le parole non sono solo parole, ma quando vengono da un’esperienza profonda, le parole acquistano un significato molto più grande perchè portano con sè emozioni, esperienze, vissuti e speranze. E’ esattamente ciò che è accaduto l’ 11 Dicembre, durante un toccante collegamento online a scuola con il signor Gino Cecchettin, padre di Giulia, una giovane studentessa universitaria uccisa nel novembre 2023 dal suo ex fidanzato. Abbiamo avuto l’opportunità di porre domande e condividere esperienze, pensieri e riflessioni.
Ascoltando il padre di Giulia, abbiamo percepito la sua immensa forza nel condividere con noi un pezzo così prezioso del suo cuore. E’ la testimonianza che, nonostante tutto, è possibile non lasciarsi annientare dal dolore e che anche nei momenti difficili si può trovare una via d’uscita o un nuovo inizio soprattutto come modo per onorare la memoria di chi non c’è più. Sono rimasto profondamente colpito dalla sua incredibile calma nel parlare, senza lasciarsi travolgere da emozioni negative quali la rabbia o il senso di vendetta. I nostri sguardi erano fissi su di lui, rapiti da ogni sua parola. La sua voce, pur portando il peso della sofferenza, si è trasformata in una luce che ha illuminato il cammino di noi giovani, offrendo spunti preziosi, spingendoci a riflettere e a capire l’importanza dei valori come l’amore, il rispetto e la solidarietà.
Il libro “Cara Giulia”, un omaggio commovente a sua figlia, è diventato il punto di partenza per affrontare temi di cruciale importanza: la violenza contro le donne, le persistenti ingiustizie tra uomini e donne e una società che ancora fatica a riconoscere e valorizzare appieno ogni individuo. Avendo letto in classe il suo libro, io e i miei compagni abbiamo voluto dedicare un momento speciale a Giulia leggendo delle nostre riflessioni, un modo semplice ma sentito per ricordarla e per farle sentire il nostro affetto. Eravamo un po’ emozionati, perché sapevamo che il suo papà era lì ad ascoltarci. Sentirlo partecipe di questo nostro piccolo gesto, vederlo commosso e felice mentre parlavamo di sua figlia, ha reso tutto ancora più profondo. Anche se Giulia non è più con noi, il suo ricordo vive nei nostri cuori e insieme, uniti, possiamo rendere omaggio alla splendida persona che era. In quelle parole lette insieme, in quello sguardo condiviso, c’era tutta la forza di un amore che trova modi nuovi per brillare. Questo momento con il papà di Giulia ci ha fatto capire ancora di più quanto il suo ricordo sia vivo e quanto sia importante per noi portare avanti i valori che lei rappresentava. Pensiamo alla sua gioia contagiosa quando raccontava le sue passioni, alla sua incredibile gentilezza anche nei momenti difficili, e alla sua profonda forza interiore che ci ha sempre stupito. Ci impegniamo a portare avanti questi suoi insegnamenti, trasformando il nostro affetto in azioni concrete, per far sì che la sua luce continui a brillare attraverso di noi.”
Tra le tante frasi significative pronunciate dal papà di Giulia quella che mi è rimasta più nel cuore è quando ha parlato dell’amore. L’amore è una cosa bellissima che si nutre di rispetto, di ascolto, fiducia e libertà di essere sè stessi. Non deve essere mai tossico. E’ un argomento che abbiamo affrontato anche in classe con la nostra professoressa di italiano. Spesso chi agisce in modo tossico vede l’altra persona come un oggetto da possedere, non come un individuo con la propria libertà. Una gelosia che va oltre il normale e diventa un modo per controllare l’altro. Utilizza sensi di colpa, minacce o ricatti per ottenere ciò che si vuole. Il papà di Giulia attraverso la condivisione della sua esperienza, mira ad aiutare altre
famiglie e altri giovani a riconoscere segnali d’allarme e che il nome di sua figlia Giulia diventi un simbolo di speranza e di lotta per un futuro in cui nessuna donna debba più subire violenze.
E’ stata un’esperienza bellissima che ha lasciato in tutti noi un segno indelebile, un esempio toccante di come l’amore incondizionato di un genitore possa trasformare una perdita personale in un insegnamento universale per tutti noi.
Grazie, signor Cecchettin, per averci donato questa lezione di vita e di coraggio.


Giuseppe D’Alconzo 3^C

Incontro con Annamaria Frustaci, autrice di “La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia”.

Ben preparati dai laboratori di lettura condivisa e di scrittura creativa, inseriti tra gli appuntamenti nazionali del Bibliopride 2025, gli alunni della secondaria dell’ IC “Carducci-Paolillo” hanno dialogato con il magistrato Annamaria Frustaci che, nell’ambito della XVI ed. della Fiera del Libro di Cerignola, ha incontrato le scuole del territorio per parlare di onestà, coraggio e scelte di vita con il suo libro “La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia”. Significativo il messaggio trasmesso: “Esiste un’altra realtà possibile, dove ogni uomo ha lo stesso valore e nessuno prevarica sugli altri, dove le regole sono condivise e, nei limiti di quello che stabiliscono, ciascuno può vivere libero e senza paura. Quel paese è possibile: dipende da noi, da me e anche da te”.

Libertà e democrazia: riflessioni su “La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia” al Bibliopride

I gruppi di lettura della “Carducci-Paolillo”, riflettendo sul libro del magistrato Annamaria Frustaci, hanno partecipato alla 14ma edizione del Bibliopride, ovvero la settimana organizzata dall’Associazione biblioteche italiane (AIB), per testimoniare il ruolo fondamentale della biblioteca per l’accesso di tutti all’informazione e alla conoscenza. Il tema di questa edizione è stato “Biblioteche presidio di democrazia e libertà” e quale spunto migliore libro della Frustaci per parlarne? Frutto delle riflessioni, condotte dai docenti, è la creazione di un libricino. Dopo aver selezionato degli estratti significativi del testo di partenza, con la tecnica del cut-up, tipica degli scrittori dadaisti, i ragazzi hanno tagliato le parole che hanno colpito di più e le hanno ricomposte a ricreare prima le scritte “libertà” e “democrazia” e poi un’esplosione di colori. A concludere il lavoro, la poesia “Il coraggio di sognare” scritta per l’occasione.

STORIE IN PREMIO: SCRITTURA CREATIVA, CHE PASSIONE!

Scuola Primaria classi 1^A plesso “Morandi” e 1^A plesso “G. Calò”

I piccoli alunni delle classi prime di scuola primaria dei plessi Calò e Morandi hanno partecipato con gioia ed entusiasmo al Progetto di Scrittura creativa promosso dal BiMed (Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova.

Tutto ha avuto inizio con un flash mob sulle note di “Casa mia” di Gahli, nel quale si son messi in gioco anche i genitori, esperti ballerini e non…Poi, ci siam trasferiti, come per magia, nella sartoria – boutique sociale di nonna Adele, con i cuccioli del Morandi… E, d’ un tratto, eravamo nella scuola di Antonia, con i cuccioli del Calò… Abbiamo iniziato a volare con la fantasia… Ad inventare… A scrivere… A creare…

Nella “Staffetta di scrittura”, ogni classe scrive un capitolo di un racconto condiviso, affidando simbolicamente il testimone alla successiva.  Quest’anno hanno aderito ben 134 Staffette per un totale di 280 scuole e 1304 classi, dal “profondo” Nord al “profondo” Sud del nostro Bel Paese. Pertanto, grandissima è stata la soddisfazione dei bambini della classe 1^A plesso Calò che, con il racconto “Il desiderio più grande” – incipit di Annachiara Monaco – Staffetta Minor 11, di cui hanno scritto il III capitolo, hanno superato la prima fase del Premio, valutati dalla Prima Giuria (composta da studenti dell’Università di Genova e dal Coro “Voci in bianco” dell’Ospedale di Ivrea).

E ancor più grande è stata la contentezza degli alunni della classe 1^A plesso Morandi che, con il racconto “I fili del tempo” – incipit di Anna Baccelliere – Staffetta Minor 19, di cui hanno scritto il V capitolo, hanno superato anche gli altri due step, valutati dalla Giuria Popolare (alunni di 60 scuole) e dalla Giuria Tecnica, aggiudicandosi

UDITE! UDITE!

IL PRIMO PREMIO

con la seguente motivazione:

Una storia originale, dove fantasia e realtà si intrecciano con eleganza e delicatezza. Un lavoro creativo anche nella narrazione. Bella l’idea di realizzare i disegni in quel modo, con materiale di riciclo.                                                                                                                             

 Il percorso si concluderà ufficialmente il 22 settembre 2025 a Ivrea, negli spazi suggestivi della Fondazione Olivetti e dell’Università di Torino. Parteciperanno delegazioni scolastiche e gli autori degli incipit. Per un gran finale da romanzo! La classe sarà premiata con una Stella. Infatti, il BiMed, in contatto con la società americana titolare del brevetto che permette di acquistare le Stelle, ne assegna una alle classi vincitrici, riportata in un planetario che ha il nome di “Universo della Scrittura dei ragazzi”.

Bravi bambini, un degno finale per il primo anno di Scuola Primaria!

Si ringrazia la Dirigente Scolastica, la prof.ssa Marianna Galli, per il supporto nella realizzazione di questo progetto e per il continuo impegno a favore della comunità scolastica. Un immenso grazie va a Colei che ci ha sempre ispirati, la preziosa Maestra Rosa Perrone, alla quale il team docenti dedica con affetto e profonda stima questo riconoscimento.

“Grazie Rosa, ovunque tu sia!”

Ins. Maria Busto

Premio “La Magna Capitana”:il libro che ha conquistato la giuria e i lettori

Finalmente il 23 maggio è arrivato! Andare a Lecce presso la Biblioteca “Bernardini” e assistere alla proclamazione del vincitore della IV edizione del premio di letteratura “La Magna Capitana” mi riempiva il cuore di gioia. 

Tante emozioni mi travolgevano ma l’idea di conoscere di persona l’autore mi emozionava molto. 

Nella categoria 12+ i libri in competizione erano: “Minuti contati” di Maria Beatrice Masella, “Rimanere sul sentiero” di Elisabetta Tosoni e Elisabetta Mitrovic ed “Eravamo il suono” di Matteo Corradini.  

Tutti e tre libri stupendi che hanno saputo conquistare la mia attenzione.

Arrivati in biblioteca ci siamo accomodati in una sala ampia e luminosa, insieme ad altri studenti del Calò ma anche di altre scuole provenienti da diverse città. E’ stato bello vedere tanti ragazzi come me appassionati di lettura riuniti per lo stesso evento con il fiato sospeso, ansiosi di scoprire chi si sarebbe aggiudicato la vittoria. 

Ogni sguardo era rivolto al palco e finalmente il verdetto è arrivato. Il nome del vincitore è Matteo Corradini con il libro “Eravamo il suono” , un libro nato dalla volontà di dare risalto a storie vere, di quelle che lasciano il segno e che meritano di essere raccontate e ricordate. 

Un’ondata di applausi per l’autore, un grande segno di riconoscimento del suo talento e per il suo meraviglioso libro. 

Dopo un caloroso ringraziamento, Matteo Corradini ha risposto alle nostre tante domande illuminandoci sui momenti più significativi e profondi della sua opera, svelando dettagli inediti, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente e memorabile. 

Infine la sua disponibilità per una foto finale ci ha resi davvero felici. 

Usciti dalla biblioteca, abbiamo dedicato il resto della giornata alla visita di Lecce, una città che mi ha incantato per la bellezza barocca. 

Nel centro storico, ogni angolo rivela dettagli sorprendenti e opere d’arte che raccontano la storia della città. Mentre camminavamo, abbiamo potuto ammirare non solo la Cattedrale di Lecce, ma anche il suo maestoso campanile. E’ scolpita in pietra chiara e ci sono statue, fiori e colonne. E’ come un enorme ricamo di pietra, bellissima davvero! 

Nel centro storico, tra case, edifici e negozi, si incontravano diverse chiese. Alcune avevano facciate elaborate, altre più semplici, ma tutte belle e suggestive. 

Poi ci siamo recati in Piazza Sant’Oronzo e abbiamo ammirato gli edifici circostanti e incontrato artisti di strada che suonavano e animavano la piazza con la loro musica e le loro performance. E’ stata un’esperienza autentica che mi ha permesso di immergermi nella cultura leccese. 

Insomma, Lecce è una città che lascia un’impronta indelebile nel cuore di chi la visita. La sua bellezza barocca crea un’atmosfera magica: è come fare un’immersione nella storia, nell’arte e nella cultura. 

E’ stata una giornata fantastica! Uscire dalla biblioteca Bernardini di Lecce, con il suono degli applausi ancora nelle orecchie e l’eco delle parole di Corradini nella mente, è un’esperienza che mi ha lasciato un segno profondo. 

Incontrarlo è stato un onore e “Eravamo il suono” è un libro che consiglio a tutti perchè è una storia che ti prende dentro e ti lascia coinvolto fino all’ultima pagina.  

Tornato a casa, ho il ricordo indelebile di una giornata che ha arricchito la mia passione per la lettura e di come le narrazioni condivise possano unire, sensibilizzare e cambiare il mondo. Se ognuno di noi si impegna a leggere e a discutere le storie che ci toccano, possiamo davvero generare un cambiamento positivo, un mondo più giusto e consapevole. 

Giuseppe D’Alconzo 2^C  

Le parole della GenZ

Per gli studenti e le studentesse dell’I.I.S. Adriano Olivetti di Orta Nova un pomeriggio, quello del 24 marzo, tra microfoni e videocamere per presentare la propria ricerca linguistica ed eleggere [si spera] “la parola giovanile dell’anno”, iniziativa ideata dal professor Massimo Arcangeli, nella cornice del “Festival della Lingua Italiana e delle Lingue d’Italia” a Firenze.

Tra cringe, chill e sheesh un viaggio etimologico, antropologico e sociologico tra le parole della GenZ per capire i giovani e adattarsi ai tempi che cambiano.

E dal 28 al 30 aprile la tappa fiorentina del Festival vedrà la partecipazione di una rappresentanza di studenti dell’I.I.S. Adriano Olivetti, unica scuola del Sud Italia.

https://www.instagram.com/p/DHn-r9PtmY7/?igsh=dW0xYXVyeHZmZGp2

Due ricorrenze storiche, due kamishibai

In occasione della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo la Biblioteca dell’Istituto, nella persona della prof. Virginia Mariani, ha proposto rispettivamente alle classi quarte e quinte della Primaria e alle classi prime e seconde della Secondaria l’ascolto di una storia attraverso la modalità nuova del kamishibook.

La prima storia kamishibai “Stelle di David” insieme con il teatrino, è stata acquistata da Vivo di Fiabe; la seconda storia “La bambina con la valigia” è stata inventata e realizzata anche graficamente dalla stessa docente. Dopo ogni ascolto, c’è stata la condivisione di emozioni, domande, riflessioni, a cui è seguita un’attività creativa. Inoltre, per il Giorno del Ricordo, si è avuta la possibilità di ascoltare attrverso il montaggio di alcuni video trovati su YouTube la viva voce proprio della bambina, Egea Haffner.

L’esperienza per alunni e alunne ma anche per le docenti è stata molto positiva e commovente!

Inoltre per la Giornata della Memoria un’istallazione dedicata al testo di narrativa “La pioggia porterà le violette di maggio” si è arricchita delle note di pace e gentilezza che fuoriescono da un clarinetto.

Giornata di lettura nella scuola “Zingarelli”

Giornata di lettura nella scuola Zingarelli. “Matilde” di R. Dahl, letto da Nicola Brescia, donatore di voce, che presenta ai nostri piccoli lettori delle classi prime   “una lettrice piccola piccola”.

Perché leggere è bello. Perché i libri mostrano la vita sotto una luce che a volte ignoriamo.

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